Un insolito matrimonio a Venezia.

| Maria | ,

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Vi racconto come ho organizzato un insolito matrimonio in tre mesi a Venezia.

Era marzo 2011 quando incontrai la coppia che mi avrebbe riconfermato nelle mie capacità decisionali, di self control e organizzative. Doti fondamentali per una Wedding planner. Mi stavano regalando l’opportunità di organizzare un matrimonio nel minor tempo utilizzato fino ad allora, di affrontare dinamiche sconosciute, di approdare nella nostra meravigliosa Venezia. Ma non lo sapevo ancora. 

Ho raggiunto V&A a Monselice. Entrambi erano molto impegnati con il lavoro e così ho pensato di raggiungerli io, un sabato mattina soleggiato. Abbiamo bevuto il caffè al Maleva e chiacchierando mi hanno detto la famosa frase: “Vogliamo un matrimonio particolare, un pò insolito.” Mi ricordo ancora che pensai: ma va, anche voi? E’ stata ultima volta che ho pronunciato quella frase nella mia mente. Ora vi spiego perchè.

Vogliamo un matrimonio particolare

Scusatemi il tono polemico, ma in quel periodo avevo sentito talmente tante volte quella frase e poi, di “diverso”,  c’erano solamente i nomi, che credevo di avere davanti un’altra coppia che desiderava una sorta di replica di qualcosa che avevano già visto. D’altronde è normale. Per capire se una cosa ti piace solitamente devi averla vista da qualche parte. Anche perché non c’è più nulla da inventare. E se vogliamo essere sinceri, “copiare” fa parte dell’arte. Anche Pablo Picasso diceva : «I mediocri imitano, i geni copiano» 

Solo che a me piace creare

Ma ritorniamo a Monselice, al Maleva e al sole primaverile che ci scaldava e faceva stare bene, e ripartiamo da “Vogliamo un matrimonio particolare, un pò insolito”

SS.Redentore

“Vogliamo sposarci a Venezia, nella chiesa del SS.Redentore, il 1 luglio 2011” La chiesa del SS. Redentore, proprio nel periodo di luglio, in occasione della festa del SS. Redentore viene “assalita” dalle visite, e nella mia testa si affollavano già i pensieri sulle tempistiche e sulla fattibilità. Quando si parla di chiesa e disponibilità, bisogna sempre andare con piedi di piombo. Iniziamo a chiacchierare e trovo terreno davvero fertile per le mie idee insolite

Sposarsi a Venezia solitamente comporta palazzi storici, oro e broccati e loro non erano la coppia adatta. Pensai, azzardo. Propongo una cosa nuova anche per me. Non avevo mai organizzato un matrimonio a bordo di una barca, ma avevo un catering che di feste in barca ne aveva fatte. I creativi sanno che, pur non sapendo mai quando ti arriva l’idea, ci possono volere giorni o anche settimane, quando arriva, il flusso che porta con se è da cogliere. Mi decisi a esporre l’idea:  “E se facessimo il ricevimento a bordo di una barca? Si sono guardati sorridendo, “perchè no”?

Quella di terra ferma

Successivamente abbiamo anche affrontato tutti gli aspetti tecnici sul budget, capienza ecc che non sono molto divertenti da raccontare. L’idea piacque, anche perchè subito dopo scoprii, che desideravano fare una sorpresa agli invitati: non volevano comunicare il luogo del ricevimento e questo mi ha fatto capire che era l’idea giusta e che amavo quella coppia da subito. Io amo le sorprese e le sfide! Questa era un’occasione interessante per riuscire ad esercitare la grande diplomazia, mediazione e pazienza che lavorare a Venezia richiedono. Incastrare alla perfezione i tempi e i modi, essendo “quella di terra ferma” non è proprio così scontato e chi lavora con Venezia e i Veneziani lo sa. 

Deciso! Venezia, 1 luglio a bordo di un’imbarcazione con 100 invitati. Ora arriva la parte più densa. Non so se qualcuno di voi ha mai visto la cucina di una barca che solitamente porta turisti a visitare le isole, onestamente credo sia stata la cosa più complessa da gestire. Io non soffro di claustrofobia ma quello spazio era davvero piccolissimo. Credo fossero 5 mq e penso di essermi tenuta larga. Vorrei ricordarvi che dovevamo servire 100 persone con buffet di antipasti, cena servita e buffet di dolci e frutta. Ci voleva una magia ma se sono qui a raccontarvelo, significa che ci siamo riusciti alla grande! 

La stessa velocità

I giorni correvano veloci e il quadro prendeva forma. V&A erano, e tutt’ora sono, una coppia decisa e questo è stato un elemento fondamentale in quel caso. Amo le coppie dinamiche, forse perchè abbiamo la stessa velocità e quando ritrovo queste caratteristiche mi piace molto lavorare con loro.

V. desiderava un abito particolare, visto in una rivista di settore, di un brand che in quel periodo veniva importato, ma i tempi di attesa richiesti erano almeno 4 mesi e noi, non avevamo quel tempo a disposizione. Ricordo di aver trascorso ore al telefono per trovarlo. E alla fine l’ho trovato! Senza sapere se poi le stava bene. : ) Risolvere le situazioni mi riesce bene. : )

Il viaggio

Il viaggio dell’organizzazione è durato circa 3 mesi e tutte le tappe vissute assieme sono state bellissime. E’ una coppia divertente e gioiosa. In un batter d’occhio è arrivato il grande giorno. Gli ospiti hanno parcheggiato le loro auto al Tronchetto e abbiamo previsto e organizzato trasferimenti con taxi per tutti gli invitati e gli sposi. Non so quante volte ho risposto alla domanda, “ma dopo dove andiamo?“ Sorpresa : ) Mi sono divertita ad osservare come tentassero in tutti modi di scoprire la destinazione. 

Ritardatari? Si, ce ne sono stati. Infatti abbiamo dovuto far attendere gli sposi, ovviamente divisi. V. faceva giri lunghi in auto con l’aria condizionata accesa : ) Essendo una situazione decisamente particolare e non essendo raggiungibile la location del ricevimento in alcun modo, bisognava assicurarsi che ci fossero tutti gli invitati a bordo. Avevo la lista di tutti i contatti e i nomi e numeri di telefono. Ora che ci penso ero già pronta per la gestione presenze come richiedeva protocollo anti covid l’anno scorso : ) Ci siamo. Ospiti trasportati e accomodati in chiesa.  V. arriva ed entra accompagnata dal papà che con la sua vociona grossa sembrava essere un uomo molto duro, e invece entrando in chiesa era visibilmente emozionato. La sua unica bambina era diventata grande e si sposava.

Salotto viaggiante

Appena iniziò la cerimonia corsi fuori a verificare le tempistiche d’arrivo dell’imbarcazione e che tutto fosse in linea. Ho omesso un piccolo, ma grande particolare. Il progetto prevedeva che la barca venisse allestita e rivestita da tende, tavolini, candele e sedute, che ovviamente non erano in dotazione. E’ stata completamente trasformata, diventando un salotto viaggiante. Complicazione? Un diluvio durato fino alle dodici e ci ha fumati sei ore di lavoro previste solo per l’allestimento. Credo che in questi casi se non sei lucido, concentrato e non hai chiara la scala delle priorità vai in grande, grandissima confusione. 

Gli ospiti usciti dalla chiesa trovarono un meraviglioso salotto viaggiante, con tende bianche, candele, perle e conchiglie che arredavano gli spazi disposti per il buffet e cena. Dopo cena la parte superiore si era trasformata in un party con il dj che metteva musiche navigando tra le isole di Venezia. Sicuramente Venezia con i suoi palazzi storici, le strette calli e gli specchi dorati è splendida, ma cambiare prospettiva e vedere l’unicità di questa città da un’altra angolatura dona esperienza davvero unica.

Wedding Planner • Maria Mayer • firma

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Maria Mayer Wedding Planner

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